Dal 19 giugno 2026 il diritto di recesso diventa un requisito tecnico dell’interfaccia, non più una semplice clausola nelle condizioni di vendita. Tutti gli e-commerce rivolti ai consumatori devono mettere a disposizione un pulsante di recesso che permetta di annullare l’acquisto in modo diretto e immediato. Vediamo cosa cambia, chi è coinvolto e come adeguarsi senza farsi trovare impreparati.

Cosa prevede la nuova norma

L’obbligo nasce dalla Direttiva UE 2023/2673, recepita in Italia con il D.Lgs. 209/2025 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 gennaio 2026), che introduce il nuovo articolo 54-bis del Codice del Consumo. Il principio è semplice: accanto al pulsante per acquistare deve esistere un pulsante altrettanto facile per recedere. Il diritto di reso passa così da voce nelle condizioni contrattuali a funzione obbligatoria del sito.

A chi si applica

La norma riguarda tutti i venditori online B2C: negozi e-commerce, marketplace, servizi in abbonamento, piattaforme di streaming e membership. I siti misti B2C/B2B devono adeguarsi per la parte rivolta ai consumatori. In pratica, se vendi online a privati con ogni probabilità sei coinvolto.

Come deve essere il pulsante di recesso

  • Ben visibile e facilmente raggiungibile per tutto il periodo di recesso, ad esempio nell’area “I miei ordini”.
  • Con un’etichetta chiara e inequivocabile, come “Recedi qui dal contratto”.
  • Raggiungibile senza passaggi intermedi e senza dover contattare l’assistenza.
  • Con un processo in due fasi: inserimento dei dati e conferma separata.
  • Seguito da una conferma automatica al cliente su supporto durevole (email) con il testo della dichiarazione e la data e l’ora esatte del recesso.

Cosa rischia chi non si adegua

Le conseguenze non sono solo formali. In assenza di un pulsante conforme, il periodo di recesso si estende automaticamente da 14 giorni fino a 12 mesi e 14 giorni: significa che un cliente potrebbe restituire un prodotto quasi un anno dopo l’acquisto. A questo si aggiungono le sanzioni previste per le pratiche commerciali scorrette, che nei casi più gravi possono diventare molto pesanti.

Come adeguare il tuo e-commerce

Adeguarsi non vuol dire solo aggiungere un bottone. Serve integrare il pulsante con la gestione degli ordini, automatizzare l’email di conferma su supporto durevole, registrare data e ora del recesso e allineare le condizioni di vendita. Su piattaforme come WooCommerce, Shopify o PrestaShop, oppure su un e-commerce su misura, l’intervento cambia ma l’obiettivo è lo stesso: un flusso di recesso semplice per il cliente e tracciabile per l’azienda.

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