«Preferiamo comprare, così lo mettiamo a CAPEX.» È una frase che sentiamo spesso, l’ultima volta poche settimane fa, e chi la dice ha quasi sempre le sue buone ragioni. Il bene è dell’azienda, entra nel patrimonio, il costo si spalma negli anni. Su un capannone o su un impianto è un ragionamento che regge.

Sulla tecnologia regge meno, e non per una questione di formule contabili. Regge meno perché poggia su una premessa che i computer hanno smesso di rispettare: che il bene mantenga il suo valore per tutto il tempo in cui lo si sta ammortizzando.

CAPEX e OPEX: che differenza c’è, detto semplice

Due sigle inglesi che ormai si usano anche nelle riunioni delle piccole aziende. CAPEX sta per spesa in conto capitale: si compra un bene, lo si iscrive fra le immobilizzazioni e il suo costo passa a conto economico un po’ per volta, attraverso l’ammortamento. OPEX sta per spesa operativa: un costo d’esercizio, che si registra nell’anno in cui si sostiene, come un canone.

Non è una categoria inventata per vendere canoni. I principi contabili nazionali, nel documento OIC 12 che descrive gli schemi del bilancio, collocano in una voce i corrispettivi per il godimento di beni di terzi, cioè i canoni, e in un’altra gli ammortamenti delle immobilizzazioni. La prima è la voce in cui rientrano i canoni periodici pagati a terzi per usare un bene; la seconda è quella del bene iscritto a patrimonio. Dove finisca un contratto specifico lo stabilisce chi redige il bilancio, e quale delle due strade sia meglio per la tua azienda, e con quali effetti fiscali, lo dice il commercialista, non noi e non questo articolo.

Quello che possiamo dire noi riguarda l’altra metà della questione, quella tecnica: cosa succede al bene mentre lo si ammortizza.

Perché “lo mettiamo a CAPEX” è una buona ragione

Vale la pena dirlo prima di contraddirlo. Comprare ha vantaggi veri. Il bene è tuo e nessun contratto ti dice cosa farne. L’ammortamento distribuisce il costo su più esercizi. E alcune misure pubbliche di sostegno agli investimenti sono costruite proprio sull’acquisto: la Nuova Sabatini, per esempio, nella norma che la istituisce parla di finanziamenti per investimenti in beni strumentali, hardware e software, «anche mediante operazioni di leasing finanziario», cioè la formula in cui alla fine il bene si acquista a un prezzo già fissato. Il noleggio operativo in quel testo non compare. Se un’azienda ha un incentivo da cogliere, comprare può essere la scelta giusta, e va verificato con chi segue la sua posizione.

Il problema non è la ragione. È che la ragione presuppone qualcosa.

La premessa che sulla tecnologia non regge più

Ammortizzare un bene in un certo numero di anni significa scommettere che per quegli anni il bene renda un servizio pieno. Per un’attrezzatura meccanica è una scommessa ragionevole. Per un computer no: le esigenze del software crescono, i sistemi operativi hanno una data di fine supporto, le prestazioni che oggi bastano fra tre anni frenano il lavoro di chi ci sta davanti otto ore al giorno.

Nella nostra esperienza la vita utile di un bene informatico è di tre anni, quattro al massimo, e negli ultimi anni la vediamo accorciarsi: tre è la misura che oggi ci sembra più onesta. Non vuol dire che dopo tre anni la macchina smetta di funzionare. Vuol dire che smette di essere adeguata al modo in cui si lavora, e in un mercato in cui gli altri si attrezzano, “non adeguata” significa più lenta di quanto la tua attività richiede. Il bene continua a esistere, il servizio che rende no. Non è un caso che i nostri contratti di noleggio durino 36 mesi: è la stessa misura.

E qui succede una cosa che vediamo in quasi tutte le aziende che comprano: la macchina completamente ammortizzata resta in uso, perché “funziona ancora”. Il bilancio dice che ha finito di costare, quindi sostituirla sembra uno spreco. Il risultato è un parco macchine che invecchia in silenzio, fino al giorno in cui invecchia rumorosamente.

Quel giorno ha avuto una data precisa: il 14 ottobre 2025, fine del supporto di Windows 10. Chi ha tenuto i PC oltre quella data e vuole ancora gli aggiornamenti di sicurezza li paga con un programma dedicato, in cui, secondo la documentazione Microsoft, a ogni rinnovo il costo per dispositivo è il doppio dell’anno precedente, e il programma non va oltre il terzo anno. Ne abbiamo scritto in vista del rincaro di novembre: quell’articolo è la cronaca di cosa succede a un parco macchine comprato e tenuto. Nessuna di quelle spese compariva nel piano di ammortamento, e nessuna era stata messa in conto quando si è deciso di comprare.

Cosa si compra davvero con un canone

Il ribaltamento è qui, ed è più importante della sigla. Il noleggio operativo non è “affittare invece di possedere”. È comprare un allineamento continuo invece di un oggetto: cambia l’unità di misura, da bene a servizio.

Nel nostro caso un contratto di noleggio operativo dura tipicamente 36 mesi e comprende la configurazione, la consegna, l’installazione e l’assistenza tecnica sui dispositivi per tutta la durata. Non riguarda solo i PC: server e sistemi di archiviazione, apparati di rete, stampanti, i dispositivi di chi lavora fuori sede. Il canone può comprendere anche licenze software e supporto operativo, nella misura che si definisce nel contratto. Alla scadenza si sceglie: riscattare i dispositivi pagando il valore che resta a fine contratto, oppure rinnovare con macchine di generazione nuova. Il canone mensile è fisso, quindi il budget IT si conosce in anticipo e non c’è l’esborso iniziale che ogni tre anni riapre la stessa discussione.

Comprare e tenere oppure pagare un canone: cosa succede in sei anni Comprare e tenere, oppure pagare un canone: cosa succede in sei anni Schema qualitativo. Le altezze indicano l’impegno di spesa e il valore d’uso, non cifre. anno 0 1 2 3 4 5 6 Compra e tieni CAPEX: il bene si iscrive fra le immobilizzazioni esborso iniziale ammortamento: il costo passa a conto economico un po’ per volta valore d’uso: adeguato per circa tre anni, poi scende prima che l’ammortamento finisca circa 3 anni: funziona ancora, non è più adeguata al lavoro ammortizzata, ancora in uso fine del supporto aggiornamenti a pagamento, il prezzo raddoppia ogni anno sostituzione d’urgenza i costi dopo l’ammortamento non compaiono in nessun piano Noleggio operativo OPEX: un canone mensile, costo d’esercizio valore d’uso allineato: macchine configurate, assistite, sostituite 36 mesi: rinnovo con macchine nuove, o riscatto nessun esborso iniziale, importo costante, budget IT noto in anticipo
Schema qualitativo: con l’acquisto il valore d’uso scende dopo circa tre anni mentre l’ammortamento continua e i costi successivi non compaiono in nessun piano; con il canone il valore d’uso resta allineato e la spesa è costante.

Messa così, alla frase «Preferiamo comprare, così lo mettiamo a CAPEX» si possono opporre tre motivazioni, tutte tecniche.

La prima: il capitale si immobilizza sul bene che perde valore più in fretta. Di tutto quello che un’azienda compra, il computer è fra le cose che si svalutano prima. Immobilizzarci il capitale, invece che su beni che lo conservano, è una scelta che merita almeno una domanda.

La seconda: i costi che arrivano dopo l’ammortamento non compaiono da nessuna parte. Gli aggiornamenti a pagamento, i fermi macchina, il tempo di chi aspetta un computer lento, la sostituzione d’urgenza quando si rompe l’ultimo. Sono costi reali che il modello compra-e-tieni non registra, perché per il bilancio quella macchina ha già finito di costare. Con un canone il costo dell’allineamento è visibile ogni mese, e si può discutere.

La terza: la cassa. Nessun anticipo, un importo costante, nessun picco di spesa ogni tre anni. Per molte piccole aziende questo vale più dell’aritmetica sul lungo periodo, perché è la liquidità di oggi che decide cosa si può fare domani.

Quando comprare resta la scelta giusta

Non scriviamo che il noleggio conviene sempre, perché non è vero. Comprare resta la scelta giusta quando il bene ha una vita lunga rispetto alla velocità con cui la tecnologia lo supera, quando c’è un incentivo sugli investimenti da cogliere, quando ci sono esigenze particolari di proprietà o di personalizzazione. Per chi redige il bilancio secondo i principi contabili internazionali il trattamento dei contratti di leasing è cambiato dal 2019, e il tema va affrontato con chi cura il bilancio: non lo semplifichiamo qui, perché semplificarlo male sarebbe peggio che non parlarne.

La differenza la fa la velocità con cui il bene perde valore, non la formula in sé. Ed è una domanda a cui si può rispondere guardando il proprio parco macchine, non un listino.

Il nostro punto di vista

Quando un cliente ci dice che preferisce comprare, non gli rispondiamo con una tabella fiscale. Gli chiediamo tre cose: quanti anni hanno le macchine che sta usando oggi, quante sono ancora in uso dopo aver finito l’ammortamento, e cosa è successo l’ultima volta che una si è fermata. Quasi sempre le risposte dicono già da sole se il modello compra-e-tieni sta funzionando o se sta solo rimandando un conto.

Da lì si decide: cosa conviene noleggiare perché invecchia in fretta, cosa conviene comprare perché dura, e cosa non serve cambiare affatto. Il commercialista chiude il cerchio sulla parte fiscale, noi su quella tecnica. Scrivici e partiamo dal parco macchine che hai: un’analisi del fabbisogno, senza impegno, ti dice dove il canone ha senso e dove no.

Domande frequenti

Cosa vuol dire CAPEX e OPEX nell’informatica aziendale?

CAPEX è la spesa in conto capitale: si acquista un bene, lo si iscrive fra le immobilizzazioni e lo si ammortizza negli anni. OPEX è la spesa operativa: un costo d’esercizio registrato nell’anno, come il canone di un noleggio operativo. I principi contabili nazionali collocano i canoni per il godimento di beni di terzi e gli ammortamenti in due voci distinte del conto economico. L’effetto fiscale del caso concreto va verificato con il commercialista.

Il noleggio operativo conviene sempre rispetto all’acquisto?

No, e dipende dal bene. Il canone risponde bene alla tecnologia che perde valore in fretta, perché evita l’esborso iniziale, rende il costo prevedibile e mette la sostituzione delle macchine dentro il contratto invece che dentro un’emergenza. L’acquisto resta la scelta giusta quando il bene ha una vita lunga, quando ci sono incentivi sugli investimenti da cogliere o quando ci sono esigenze particolari di proprietà. La valutazione economica e fiscale del caso concreto va fatta con il commercialista.

Che differenza c’è fra noleggio operativo e leasing finanziario?

Il leasing finanziario ha una definizione di legge dal 2017; per il noleggio operativo una definizione di legge propria non risulta. La Nuova Sabatini, nella norma che la istituisce, parla di acquisto e di leasing finanziario: il noleggio operativo in quel testo non compare, e se c’è un incentivo in gioco la posizione va verificata caso per caso. Il noleggio operativo è un contratto di servizio: si paga un canone per usare dispositivi configurati e assistiti, e alla scadenza si sceglie se riscattarli o rinnovarli.

Cosa succede ai computer alla fine del contratto di noleggio?

Nel nostro caso, a fine periodo si possono riscattare i dispositivi pagando il valore che resta a fine contratto, oppure rinnovare il parco con tecnologia di generazione nuova. Durante il contratto configurazione, installazione e assistenza tecnica sono incluse.

Approfondimenti

Questo articolo riguarda strumenti e misure della normativa italiana: si applica a chi esercita attività d’impresa in Italia, anche quando la società ha sede all’estero. Le informazioni sono tratte dalle fonti ufficiali indicate qui sopra e sono aggiornate alla data di pubblicazione. Non costituiscono consulenza fiscale, contabile o legale: per la valutazione del caso specifico, compresi il trattamento in bilancio, gli effetti fiscali e l’accesso agli incentivi, va coinvolto il commercialista dell’azienda.